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8. Gragnano or Stabiae, Villa detto Carmiano in Masseria Buonodono.

Masseria first of Don Antonio Buonodono and then later Don Sebastiano Buonodono.

Restano tali fabbriche nel podere che fu prima di D. Antonio ed in appresso di D. Sebastiano Buonodono, nel tenimento di Gragnano, sito detto Carmiano.

Excavated 4 November to 13 December 1762 and 11 May to 13 August 1781.

Bibliography.

Kockel V., 1985. Funde und Forschungen in den Vesuvstadten 1: Archäologischer Anzeiger, Heft 3. 1985, n. 8, p. 536.

Ruggiero, M., 1881. Degli scavi di Stabia dal 1749 al 1782, Naples, Tav. 15; pp. 347-8.

 

Gragnano, Villa Carmiano in Masseria Buonodono. Plan. 
The lower area (with room 1) excavated in 1762 is red on the plan.
The upper area excavated in 1781 (with rooms 2 to 5) is shown in black.
See Ruggiero M., 1881. Degli scavi di Stabia dal 1749 al 1782, Naples. Tav. 15.

Gragnano, Villa Carmiano in Masseria Buonodono. Plan.

The lower area (with room 1) excavated in 1762 is red on the plan.

The upper area excavated in 1781 (with rooms 2 to 5) is shown in black.

See Ruggiero M., 1881. Degli scavi di Stabia dal 1749 al 1782, Naples. Tav. 15, pp. 347-8.

 

Restano tali fabbriche nel podere che fu prima di D. Antonio ed in appresso di D. Sebastiano Buonodono, nel tenimento di Gragnano, sito detto Carmiano.

Si erano scavate parte di tali fabbriche dalli 4 novembre alli 13 dicembre 1762, per quanto si distingue nella pianta colorita di rosso.

Si è tornato a scavare la porzione che tuttavia non si era ben ricercata, alli 11 Maggio 1781, precisamente nel sito contrasegnato.

Vedi Ruggiero M., 1881. Degli scavi di Stabia dal 1749 al 1782, Naples. Tav. 15, pp. 347-8.

 

According to Ruggiero, the villa was similar to others in Stabiae.

The outline of the peristyle is clearly shown.

The torcularium is room 1.

A staircase led to the barn and three cellae, storage rooms 2 and 3 and the one next to 2 (unnumbered).

The other rooms use is not known, presumably for other functions of the villa.

A hammer was found in room 3.

Room 4 had a beaten earth floor and there was no plaster on the walls.

A clay basin on a podium, a small stone mill, a spring/tong and a hoe were found in room 5.

All around there was nothing but fields.

In the earlier excavation Weber had discovered pots, eight amphorae, two hoes, a funnel, two inkwells, two horse bits and a grappling hook which he counted from Cato as among the tools of torcularium.

See Ruggiero M., 1881. Degli scavi di Stabia dal 1749 al 1782, Naples, p. xxiii-xxiv.

 

Secondo Ruggiero, simile in molte parti è questa villa alle altre di Stabia. Il Weber che la scoperse quasi tutta, e molto negligentemente nel 1752, ne trasse i soliti vasi con altre bazzicature, otto anfore, due zappe, un imbuto, due calamai, due morsi da cavallo ed un rampino annoverato da Catone tra gli arnesi del torcularium (uncos ferreos tres 2), che Paderni a pag. 202 chiama con voce plebea caccia carne.

È chiara la cohors col peristylium, il torcularium (n. 1);

la scala che menava al granaio e tre cellae (n. 2 e 3 con l'altra che precede);

le rimanenti stanze per grandezza e per disposizione son quelle che si destinavano agli altri uffici della villa, senza che alcuna abbia un segno certo del proprio uso.

Il la Vega che vi ripose mano diciotto anni dopo, trovò fra le altre cose una conca di creta murata sopra un podium, un piccolo mulino di pietra, una molla ed una zappa grande al n. 5, una martellina al n. 3; e lutto intorno non v'era altro che campi.

Vedi Ruggiero M., 1881. Degli scavi di Stabia dal 1749 al 1782, Napoli, p. xxiii-xxiv.

 

Gragnano Villa Carmiano. Room 1, torcularium or oil press.

Gragnano Villa Carmiano. Room 1, torcularium or oil press.

 

GIORNALE DELLO SCAVO DI STABIA, 1781.

Relativo alla pianta delle fabbriche in questo unita.

[Nota: questo è riprodotta nella lingua originale]

No.1.

Dalli 11 alli 16 Maggio ed in seguito dalli 11 Giugno alli 16 dello stesso mese, ed indi dalli 16 alli 18 Luglio si è ricercata altra volta questa stanza, non ben distinguendosi tutte le sue parti nella pianta che restava del 1762. Questa, secondo apparisce dall'ingiunto disegno, era destinata ad uso di cellaio; la vasca per pestare e premere le uve ne occupa tutta la parte distinta per mezzo di due pilastri. La medesima vasca ha il labbro d'altezza circa palmo 1 1/2 da sopra il pavimento della stanza, ed è rivestita di lastrico formato con mattoni pesti, ed ha il suo scolo in una cisterna profonda palmi 5, per scendere nella quale vi sono tre gradi; ed è rivestita anche di lastrico simile al descritto. Oltre una fossicella che resta nel pavimento di tale stanza, ve n'è altra alquanto più piccola nel piano della vasca con piccolo orlo di fabbrica che gira egualmente tutto ali' intorno della medesima vasca e tutte e due queste fossicelle sono rivestile di fabbrica. Due buche restano nel pavimento della stanza con telari di pietra vulcanica e queste destinate probabilmente a fermare I' armadura di uno strettoio. Il pavimento di questa medesima stanza è di calcinaccio battuto e le mura sono rivestite per I' altezza di palmi ... sopra lo stesso pavimento d'intonaco con polvere di mattoni pesti e nel dippiù d'intonaco ordinario. La finestra è comoda per potere gettare dall'adiacente territorio le uve nella vasca.

 

No. 2.

Dal li 19 alli 24 Luglio si è scoperta la stanza contrassegnata con pavimento di calcinacci pesti ed intonachi ordinari.

 

No.3.

Dalli 23 àlli 25 Luglio si è ricercata questa stanza con pavimento ed intonaco come nell'antecedente, e si è trovato in questa il seguente.

Di bronzo. Moneta di modulo mezzano, nel rovescio della quale si distingue solo il s. c. ed il nome di Agrippa.

Un anello di diametro oncia 1 ½.

Di ferro. Una martellina a due tagli.

Di creta. Un boccale con manico alto once 12, di diametro alla pancia once 9.

 

No.4.

Dalli 26 alli 31 Agosto si è scoperta la stanza contrasegnata con pavimento

di semplice terra battuta ad eccezione del pianerottolo avanti la porta che è di fabbrica e con mura del tutto prive d' intonaco. Vi è restato tuttavia porzione del tetto che copriva la porta più grande verso la parte esterna.

 

No.5.

Dal 1° alli 13 Agosto si è ricercata la stanza contrasegnata, distinta in due

per mezzo dei risalti che si vedono nella pianta, della quale la porzione più prossima alla stanza descritta antecedentemente ha pavimento con lastrico con mattoni pesti e le mura con intonaco di polvere di mattoni. Di lato vi è una tazza di creta cotta di diametro palmi 3 1/3 e d'altezza palmo 1 1/4, fabbricata su di un podio d'altezza palmi 2 1/2; e poco distante dalla medesima resta un molinello di pietra vulcanica alto palmo 1 ed once 4 1/2 e di diametro palmi 2. La rimanente porzione della medesima stanza, che può dubitarsi se fosse stata del tutto distinta dalla prima, ha il pavimento di terra e le mura del tutto prive d'intonaco; e si è trovato in tale stanza il seguente.

Di bronzo. Un vaso ad uso di cucina, senza manico alto once 6, di diametro alla pancia once 9 ed alla bocca once 6. Una molletta lunga once 4.

Di ferro. Una zappa grande.

 

Dalli 13 a tutto il giorno 15 Agosto si sono continuati dei tentativi in questo contorno, senza trovarsi altri indizi di fabbriche.

 

Vedi Ruggiero M., 1881. Degli scavi di Stabia dal 1749 al 1782, Napoli, p. 347-8.